LA LUNA NEL POZZO
Due dati a confronto che fanno riflettere: nel 1911 la popolazione del Comune di Sambuca era di 7.167 abitanti, scesi a 1.645 nel 2000 secondo l’ultimo dato ufficiale disponibile (ripreso dal sito del Comune).
Perché ci sia nuova vita tra questi monti è essenziale che i giovani restino e trovino qui lavoro, casa, servizi sociali efficienti, luoghi e occasioni per l’approfondimento culturale ed il tempo libero. Va combattuto l’isolamento e il fatalismo, gli unici retaggi che le nuove generazioni devono rifiutare con assoluta determinazione. Per il resto hanno tutto da imparare dai pochi anziani rimasti, ultimi depositari di mestieri e saperi destinati altrimenti a scomparire con loro.
Ma cosa servirebbe ai giovani, ed alle future famiglie, per vivere qui tra questi monti? Vediamo se in terra di Sambuca si pretendono cose fuori dal mondo:
- una buona viabilità, per trasportare ciò che occorre per vivere e lavorare, per spostarsi in qualunque stagione tutte le volte che serve (per necessità o diletto), per confidare in un soccorso immediato (dovesse servire).
- nuovi posti di lavoro, mediante la riqualificazione del territorio e delle risorse naturali (un solo esempio: dal legno al vento, in campo energetico);
- finanziamenti agevolati per chi vuol fare impresa, con il diretto supporto delle organizzazioni di categoria e delle banche locali;
- recupero delle produzioni tipiche, con particolare incentivi ai progetti di ripristino di attività dismesse;
- piano per la casa, con agevolazioni sostanziali per il recupero edilizio degli edifici fatiscenti o abbandonati;
- piano per lo studio e la formazione permanente: chi abita in montagna non deve più rassegnarsi ad avere strutture scolastiche vecchie e disagiate (quando esistenti) o accettare di “restare indietro”;
- servizi sociali in rete: presidi efficienti ben distribuiti sul territorio per ogni fascia di età (dal neonato all’anziano) per la salute e l’assistenza globale ventiquattr’ore al giorno per tutti i giorni dell’anno;
- valorizzazione del volontariato, una grande risorsa tutta da organizzare che può far leva già in partenza sul grande cuore della gente di montagna.
“Qui si vuol la luna nel pozzo” – deve aver pensato chi tanto bene ha amministrato e tuttora amministra dal palazzo di Taviano, condannando giustamente quanti credono che il Comune sia un pozzo senza fondo.