LA CHIESA DI CAMPEDA
Può sorprendere quel campanile che si affaccia a mezza costa sul versante toscano di quest’ultimo tratto di Appennino che il fiumeReno percorre in provincia di Pistoia dove nasce. Un Campanile con la sua Chiesa ed intorno poche case, a testimonianza di una fede antica che ha permesso alla piccola comunità di Campeda di avere prima una chiesina, l’Oratorio, e poi, nel 1785, di diventare Parrocchia.
Purtroppo lo spopolamento del territorio, iniziato gradualmente nei primi decenni del Novecento, negli anni ’60 diventa totale.
L’abbandono ed alcuni cedimenti strutturali segnano profondamente l’edificio della Chiesa e la cuspide del Campanile che raggiungono uno stato di degrado tale da far temere di trovarsi da un giorno all’altro davanti ad un cumulo di macerie.
Gli ultimi campedani e tutte le persone che hanno a cuore la sorte di questi luoghi si sono adoperate all’impossibile per evitare che ciò accadesse, portando un grido di allarme in ogni sede. Quando ormai non si avevano più speranze è intervenuta la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Dopo anni di lavori, il 17 luglio 2011 il complesso viene restituito al culto dei fedeli e alla meraviglia del visitatore che potrà scoprire le tracce del passato di Campeda e della gente che qui è vissuta all’insegna della fatica e della miseria con una dignità incomparabile.

Nella foto sopra, l’interno della Chiesa come si presentava all’inizio dei lavori nel 2002.

Nella foto a lato l’interno oggi, riportato all’aspetto che la Chiesa doveva avere a metà dell’Ottocento.

Per tanta occasione è stato realizzato un pieghevole che ripercorre la storia della Chiesa di Campeda dalle sue origini (1608) ad oggi.
Un sentito grazie a:
Anna Maria Fabbri, per le ricerche presso l’Archivio Arcivescovile di Bologna
Prof. Giuliano Mondini, per la trascrizione e interpretazione dei documenti
Arch. Gianpietro Bonvicini, per le notizie tratte dalla sua Relazione Storica e le immagini documentali fornite
Edizione a cura di Sante Ballerini
Luglio 2011 - Tutti i diritti riservati
Stampato su Freelife Vellum White g 170, carta riciclata di elevata qualità delle Cartiere Fedrigoni
COME ARRIVARE ALLA CHIESA
Dov’è Campeda? Fuori dal mondo - verrebbe da dire - viste le vicessitudini per sopravvivere di questa piccola frazione del Comune di Sambuca Pistoiese. Lasciata la SS64 a Ponte della Venturina e presa la Traversa di Pracchia (SP632R) si raggiunge Molino del Pallone (6 Km). Nello stesso punto si può arrivare dalla SS66, prendendo la Traversa di Pracchia (SP632R) a Pontepetri e raggiungendo Molino del Pallone (11 Km). Qui dal piazzale della Stazione si scende passando sotto il tunnel della ferrovia e si attraversa il ponte sul fiume Reno. Dal primo nucleo a valle di Campeda (chiamato Molino del Pallone Vecchio) si comincia a salire per una strada tortuosa a senso unico alternato ogni ora - IMPORTANTE: si parte all’ora intera, esempio 09,00; 10,00 ecc - raggiungendo prima il bivio per Pidércoli (il nucleo che può vantare la citazione più antica, menzionato com’è nello Statuto di Sambuca del 1291), quindi il bivio per Campeda Vecchia, altro nucleo della frazione posto appena più in alto. Proseguendo diritto - ma già si intravede tra gli alberi il campanile sul crinale di fronte - si arriva di lì a poco a Campeda Nuova, proprio nella Piazza antistante la Chiesa.
A PIEDI - Mentre l’avventurarsi in auto può rappresentare un’esperienza non troppo piacevole, un bella passeggiata - al mattino il percorso è tutto all’ombra - è un’occasione unica per immergersi nella natura e provare davvero la sensazione di essere fuori dal mondo.
IN BICI - un percorso alla portata di tutti con salite “divertenti” dal 10% al 18%.
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