ENERGIA: vogliamo parlarne?

Martedì prossimo, 6 luglio, a Treppio si parlerà di energia da fonti rinnovabili e di risparmio energetico. L’argomento è serio e di grande attualità, visto l’impatto che ne deriva sia in materia ambientale che sulla nostra tasca.
Vogliamo parlarne?

7 risposte a “ENERGIA: vogliamo parlarne?”

  1. Mansueto Visani

    Ammesso e non concesso che le obiezioni di Franco e Roberto siano superabili,rimane a mio avviso il problema della partecipazione dei cittadini di Sambuca alla PROPRIETA’, alla GESTIONE e agli UTILI derivanti da quell’impianto.

  2. Associazione "LE LIMENTRE"

    Invio il testo delle osservazioni inviate alla Regione Toscana nell’ambito della procedura di VIA in oggetto. Il testo è stato consegnato il 3 novembre scorso.
    Il Presidente
    Paola Razza
    Associazione “LE LIMENTRE”
    Per l’accoglienza e l’ospitalità nelle valli delle Limentre


    Alla Regione Toscana
    Settore Valutazione Impatto Ambientale
    Via Bardazzi, 19/21
    50127 – Firenze
    Fax 055.43.84.390

    Oggetto: Osservazioni sul progetto per il Parco Eolico di Monte alla Croce nel Comune di Sambuca Pistoiese (PT)

    Premessa
    Scriviamo per esprimere alcune osservazioni e considerazioni sul progetto in oggetto, che ci solleva non poche perplessità. Cercheremo innanzitutto di mostrare come l’intervento proposto sia in contrasto con gli indirizzi di pianificazione adottati in questi anni dagli enti territoriali. Successivamente metteremo in evidenza gli aspetti del progetto che, a nostro avviso, appaiono critici, nella speranza di sensibilizzare le amministrazioni chiamate a valutarne l’impatto e quindi l’opportunità di realizzare l’opera.
    I Vincoli
    Se dovessimo riassumere in una frase efficace l’opera proposta, possiamo dire che l’intervento tratta della realizzazione di un impianto industriale nella foresta dell’Acquerino! Il pregio maggiore di questa definizione è che rende immediata l’immagine del luogo dove si propone di realizzare il parco eolico. Che questa sia area di grande interesse naturalistico e ambientale è riconosciuto dai numerosi atti di pianificazione e di indirizzo adottati in questi anni da Comune di Pistoia, Comune di Sambuca Pistoiese e Provincia di Pistoia, nonché dalla stessa Regione Toscana.
    Da oltre dieci anni le amministrazioni ricordate stanno lavorando all’ipotesi di istituire un parcoriserva nell’area interessata dall’intervento e benché il procedimento non si sia ancora concluso, non risulta che tale ipotesi sia stata superata, tant’è che lo stesso proponente, indica tale possibilità nella relazione di progetto. Appare, quindi, non condivisibile l’affermazione, peraltro non sufficientemente giustificata nel SIA, che qualora il parco fosse istituito, l’impianto non risulterebbe in conflitto perché l’area non è da considerarsi a protezione integrale. Viceversa, è nostro avviso che l’intervento proposto, introdurrebbe di fatto un “vincolo” diverso sul territorio, condizionando fortemente l’iter istitutivo del parco.
    Da poco più di due anni il comune di Sambuca Pistoiese ha varato il proprio Piano Strutturale, dove indica l’area dell’Acquerino come invariante strutturale; un vincolo stringente tanto che gli stessi manufatti rurali non possono essere realizzati o recuperati, se questo comporta modifiche alla viabilità esistente. L’intervento proposto, prevede invece interventi sulla viabilità d’accesso all’area, per consentire il transito di mezzi pesanti, speciali ed eccezionali.
    Sia il Comune di Pistoia, sia il Comune di Sambuca, hanno adottato piani di classificazione acustica che inseriscono l’area in classe 1. La realizzazione dell’impianto dovrà essere preceduta da una modifica di tali strumenti urbanistici, ricollocando tale area in classe 4 o più appropriatamente in classe 5. Questo mostra inconfutabilmente, come l’intervento sia in contrasto con la destinazione attuale, tanto da doverne modificare la pianificazione. Opinione diffusa tra urbanisti e tecnici è che i PCAA non rappresentano solo una “fotografia” dell’esistente ma siano strumenti di forte indirizzo, la cui redazione deve tener conto “dell’intenzione di sviluppo” di un certo ambito territoriale. In altri termini, modificare la classificazione acustica, significa cambiare l’intenzione d’uso di un territorio.
    Solo alla fine dell’anno passato la Regione Toscana, con il sostegno degli enti territoriali, ha istituito il SIR-SIC “Tre Limentre – Reno”, che rafforza e fortemente indirizza in termini di valorizzazione ambientale e paesaggistica la destinazione del territorio interessato. Appaiono non giustificate le affermazioni del proponente, per il quale l’intervento non risulterebbe in contrasto con il SIC.
    Infine, ma non di minore importanza, la Provincia di Pistoia ha promosso e deliberato in primavera un accordo tra i comuni della provincia nella quale si indica che impianti eolici di potenza superiore ad un MW non possono essere realizzati in area soggette a vincoli, come quella in esame. Tale intervento normativo, così come l’istituzione del SIR-SIC, sono avvenuti a progetto già presentato ed in fase avanzata di valutazione. Ci piace pensare che rappresentino una conferma della volontà delle amministrazioni locali nell’uso dell’area dell’Acquerino, quale ambito di elevata rilevanza turistico-ambientale.
    Pensiamo, quindi di aver messo bene in evidenza, come ci sia una costante e consolidata produzione di atti che indirizzano l’uso del territorio in maniera incompatibile con un destinazione di tipo industriale, come quella proposta. Appare peraltro fortemente in contrasto con tali indirizzi l’affermazione del proponente che “i luoghi a cui appartiene [il sito] non sono destinati ad attività turistica e/o ricreativa”. Vorremmo capire, cosa il proponente intende con tale affermazione, essendo l’area tra le più frequentate dal turismo estivo per le varie attività ricreative (castagne, funghi, passeggiate, ecc.) che si possono fare in un bosco. Per confutare tale affermazione è sufficiente ricordare la particolare vicinanza del complesso archeologico di Badia a Taona. Potremmo chiosare che l’assenza di infrastrutture é di per se valore aggiunto per il luogo e non decremento di valore, come si vorrebbe lasciare intendere. In chiusura di questa prima parte vogliamo solo ricordare l’idea promossa da Comune di Sambuca, Comunità Montana e Provincia di Pistoia, per veder riconosciuto il “distretto forestale” per la valorizzazione dell’economia del bosco, tre le quali anche quella turistica e culturale. Insomma l’istituzione di un nuovo ambito territoriale e di attività, entro il quale quella proposta ne è recisamente esclusa.

    Il progetto
    1 - Benché l’impianto sia realizzato nel Comune di Sambuca Pistoiese l’impatto nella fase di cantierizzazione sul territorio del comune di Pistoia è notevole. Infatti il transito dei mezzi avverrà dallo svincolo della A11 fino al cantiere transitando lungo la SS 64 Porrettana. Oltrepassato il traforo il traffico, in località Spedaletto, andrà ad imboccare il vecchio tracciato della statale in direzione Collina e quindi prima la strada per l’Acquerino, poi, su strada sterrata fino a Monte alla Croce. Il proponente indica che saranno necessari lavori di “adeguamento della viabilità” per consentire tali transiti. Ma vediamo i numeri:
    - previsti 1738 transiti di mezzi pesanti, con una media di 20 transiti al giorno durante tutta la settimana.
    - 75.000 i chilometri percorsi complessivamente; due volte il giro della terra all’equatore!
    - 49 i transiti di mezzi eccezionali per il trasporto degli aerogeneratori. Questi verranno trasportati di notte per non ostacolare il traffico ordinario. Si stima siano necessarie 20 notti.
    Nel chiedere se le amministrazioni locali interessate (comune di Pistoia e circoscrizione Pistoia 3) siano state adeguatamente coinvolte nel procedimento di valutazione e conseguentemente sia stata informata la popolazione interessata, rileviamo che:
    - manca un’adeguata valutazione della pressione esercitata dai transiti sulla viabilità comunale e statale (rumore, polveri, interferenze con il traffico locale, ecc.
    - con particolare riferimento alla SS 64 Porrettana, non sono state approfondite le valutazioni relative alla sovrapposizione con il traffico ordinario. Ricordiamo che tale arteria è caratterizzata da un forte transito di mezzi pesanti, specialmente in corrispondenza della chiusura della A1.
    - non si fa riferimento ad interventi di mitigazione possibili.
    - non sono valutate soluzioni alternative.

    2 - Abbiamo già detto della necessità di variare gli strumenti urbanistici da parte delle Amministrazioni locali. L’opera resta quindi vincolata a tali modifiche. Ci pare superfluo ricordare che essendo questi “processi partecipati” l’iter di modifica richiede un confronto “certificato” con la popolazione i cui tempi possono non essere brevi. Rileviamo che:
    - la realizzazione di un’opera in contrasto con gli strumenti di pianificazione, non ha tempi certi di esecuzione.

    3 - Abbiamo già detto della necessità di modifica del PCAA per l’area interessata dall’opera. Sottolineiamo, adesso, la necessità di modificare la classificazione anche delle aree circostanti per consentire il “raccordo” con le aree invariate. Gli aerogeneratori sono dispositivi particolarmente rumorosi è quindi possibile che la zona interessata a modifiche sia ampia. Nel progetto vengono individuati diversi “ricettori” interessati dal cambio di classificazione acustica. Le valutazioni sono fatte mediante l’impiego di un modello. Rileviamo che:
    - sulla base degli attuali PCAA di Pistoia e Sambuca, non viene definita in progetto l’area interessata dalla modifica della classificazione.
    - non viene specificato chiaramente il criterio con cui si individua la destinazione d’uso dei recettori.
    - i recettori vedranno peggiorare la loro classificazione acustica, che di fatto rappresenta un vincolo sull’edificio.
    - non viene indicato il numero degli edifici che complessivamente vedono modificata la loro classificazione.
    - l’esposizione al rumore viene definita attraverso un modello. Non viene valutata possibilità di effettuare verifiche strumentali presso eventuali siti presidiati, quale ad esempio il radio faro dell’aereonautica.
    - in relazione al punto precedente non sono valutati possibili interventi di mitigazione.
    - più in generale non è previsto, successivamente alla realizzazione dell’opera, alcun monitoraggio dell’impatto acustico nell’area circostante agli impianti, per verificare con misure strumentali dirette, anziché con modelli previsionali, l’effettivo rispetto dei limiti normativi. Nel caso di quest’eventualità, si dovrebbero prevedere fin da subito gli interventi e le azioni da intraprendere per mitigare i superamenti riscontrati.

    4 - L’impianto proposto appare di modesta potenzialità. Costituito da 7 aerogeneratori con un’altezza complessiva di quasi 100 m e una potenza di 850 kw ciascuna. Gli studi di ventosità fanno ipotizzare un funzionamento per circa 2500/2600 ore annue alle quali lo stesso progettista indica perdite per il 20%. Questo significa una produzione massima di meno di 14.000 MWh di energia annua. Rileviamo che:
    - se pur considerata in progetto anche la possibilità dell’istallazione di aerogeneratori della potenza di 2 MW ciascuno, non viene dettagliata la scelta della taglia di quelli proposti.
    - la scelta di una potenza maggiore potrebbe garantire la stessa produzione con un minor numero di pale, riducendo così l’impatto sul territorio od in alternativa, a parità di numero, la potenza complessiva passerebbe da circa 6 MW a 14 MW con una produzione di energia annua di oltre 32000 MWh.

    5 - Il progetto individua in sito la potenzialità di complessiva per 21 piazzole per altrettanti aerogeneratori. Tale aspetto viene dettagliato fino a valutare una potenzialità del sito di 42 MW, il che lascia intendere la possibilità di installare pale della potenza di 2 MW ciascuna. Tale valutazione non viene però raccordata in alcun modo al progetto presentato, né meglio specificato la finalità e le intenzioni. Rileviamo che:
    - quello proposto rappresenti un “progetto pilota” di minor impatto, utile alla modifica degli strumenti urbanistici e agli indirizzi territoriali.
    - questo lascia presupporre che in tempi successivi vi sia l’intenzione di un ulteriore sviluppo dell’impianto.
    - qualora queste fossero le intenzioni la Valutazione d’Impatto dovrebbe essere fatta tenendo in considerazione della complessità dell’opera che si intende realizzare, anche se in tempi diversi.
    - il proponente dovrebbe meglio giustificare il riferimento ad un potenziale diverso dell’impianto all’interno del progetto attuale.

    6 - La realizzazione di un impianto ad energia rinnovabile dovrebbe contenere un’adeguata valutazione costi/benefici, al netto degli eventuali incentivi statali, in termini di economicità dell’impianto, risparmio energia convenzionale, impatto sull’ambiente, riduzione delle emissioni di gas serra (CO2). In sostanza si tratta di valutare a conclusione di tale bilancio, l’opportunità o meno di realizzare l’opera, la cosi detta “opzione zero”, che dovrebbe essere alla base di ogni SIA. Rileviamo che:
    - il progetto non contiene alcuna delle valutazioni sopra indicate.
    - non viene riportata neppure una stima indicativa del risparmio di combustibile fossile ottenuto per produrre la stessa energia prevista.
    - il bilancio dell’emissione di gas serra è particolarmente rilevante nella scelta della realizzazione e della tipologia dell’impianto. Correttamente questa dovrebbe considerare il gas non prodotto dal funzionamento senza impiego di combustibili fossili al netto di quello emesso per la realizzazione dell’impianto e non assorbito dagli alberi abbattuti e non rimpiantati.

    7 - E’ previsto il taglio di 820 piante a fronte di un rimpianto a fine cantiere di 170. La superficie complessivamente priva di alberi sarà di oltre 13.000 mq (quasi un ettaro e mezzo). Il proponente indica la possibilità di una ripiantumazione superiore all’abbattimento dietro la possibilità di interramento della linea elettrica in media tensione esistente. Si dice che tale possibilità è subordinata alla disponibilità del Gestore pubblico. Rileviamo che:
    - l’ipotesi d’interramento dovrebbe essere ritenuta prioritaria. Il proponente avrebbe dovuto dettagliare e verificare già in questa fase la disponibilità del Gestore, non rinviando alla fase esecutiva l’approfondimento che in caso di diniego comporterebbe la compensazione economica degli alberi abbattuti.
    - non viene indicato il tipo, le modalità ed i tempi del reimpianto.
    - non sono dettagliati interventi per il rinvenimento dell’area di cantiere.

    8 - Molto grave sono le ampie lacune ed i limiti dello studio sull’impatto che l’impianto avrà sulla Avifauna (uccelli). Non sono state eseguite accurate indagini né sugli stanziali né sui migratori. 
Lo studio di impatto ambientale (pur dichiarando l’importanza che a questo aspetto viene dato anche dalla legislazione regionale in merito) dedica meno di tre pagine a questo argomento, e, cosa ancora più sorprendente, ammette che sono stati fatti [solo] due sopralluoghi nell’area in studio, nel periodo “a cavallo tra giugno e luglio” (si suppone dell’anno 2009, ma, contrariamente alle buone pratiche di documentazione, non viene fornita alcuna indicazione in merito in merito alle date esatte). 
Due sopralluoghi sono di per sé stessi assolutamente insufficienti per poter fare valutazioni sull’avifauna stanziale e migratoria, il periodo non è quello idoneo se non per un taxon molto particolare e, comunque i tempi tra i due sopralluoghi sono troppo vicini affinché siano di una qualche utilità tecnico-scientifica. Di fatto, lo studio di impatto sull’avifauna manca totalmente.

    9 - Lo studio di incidenza, sebbene porti la firma di esperti certamente molto qualificati, manca di un report con indicazione dei sopralluoghi, delle date nelle quali essi sono avvenuti, del luogo interessato, dei rilevamenti effettuati (le buone pratiche di cui sopra, ancora più importante, ammesso che sia significativo fare una scala, in uno studio di incidenza). Inoltre per tutti i taxa esaminati, vegetali ed animali, dopo una descrizione sommaria, si passa a dichiarare che il progetto non ha incidenza (o ne ha trascurabile, ecc.), senza che si evidenzi alcuna connessione logica tra quanto illustrato e l’affermazione sul grado di incidenza. Viene da supporre che si sia cercato di limitare i costi chiedendo uno studio basato su dati di letteratura o su dati (incompleti) forniti da terzi, piuttosto che su di un serio lavoro di rilevamento sul posto come dovrebbe essere. Di fatto mancano i dati di rilevamento ed i motivi che portano gli autori a dare il parere di incidenza.

    10 - L’opera proposta si caratterizza per un particolare impatto sociale determinato dal conflitto con i vincoli e gli indirizzi del territorio in cui è realizzata. Rileviamo che:
    - non è in ultimo analizzata la possibilità di istituire dei meccanismi di compensazione dell’opera, in termini di benefici anche economici per la popolazione locale, quali tariffe agevolate sul consumo dell’energia elettrica, o in via prioritaria, interventi di risanamento di emergenze ambientali o storiche presenti nel territorio di Sambuca. Riteniamo inoltre che si potrebbe prevedere il recupero dell’area sottratta dal progetto, ampliando gli ambiti tutelati per un’analoga estensione in altra zona del territorio. Tali procedure di compensazione sono prassi consolidate nella realizzazione di grandi opera con rilevanti impatti sociali e ambientali in senso lato
    .
    Auspichiamo che le osservazioni trasmesse consentano di mettere in luce gli aspetti, a torto o ragione, ritenuti lacunosi del progetto e che, soprattutto, rendano evidenti le nostre perplessità sull’opera proposta, perplessità che pensiamo siano comuni anche ad altre associazioni e cittadini che hanno a cuore questo territorio. Un territorio alla ricerca di una nuova vocazione che faticosamente cerchiamo, insieme alle istituzioni locali, di indirizzare verso attività che valorizzino il proprio patrimonio ambientale e storico. Un percorso lungo ma fino ad oggi gli atti compiuti vanno in questa direzione. Sarebbe una grave sconfitta se uno dei gioielli di questo scrigno fosse trascinato fuori da questa strada.

    Cordialmente,
    Il Presidente
    Paola Razza

    Sambuca Pistoiese lì 27 ottobre 2010

  3. roberto

    Cari amici
    ricordo a tutti la procedura di VIA riguardo il progetto in oggetto, che si concluderà il prossimo 13 novembre, dopo di che la parola passa alla Regione Toscana per l’eventuale approvazione del progetto definitivo.
    Questa fase è particolarmente importante perchè consente a chiunque di poter esprimere pareri ed osservazioni sul progetto di cui sarà tenuto conto in sede di valutazione definitiva.

    Scrivo anche a Lorenzo Lombardi, consigliere al Comune di Pistoia, perchè anche se l’impianto viene realizzato nel Comune di Sambuca, l’impatto nella fase di cantierizzazione sul territorio del comune di Pistoia è notevole. Infatti il transito dei mezzi avverrà dallo svincolo della A11 fino al cantiere transitando lungo la SS 64 Porrettana, quindi oltrepassato il traforo si imbocca la vecchia strada per Collina e quindi su strada sterrata fino a Monte alla Croce. Saranno necessari lavori di “adeguamento della viabilità” per consentire tali transiti. Ma vediamo i numeri.
    Previsti 1738 transiti di mezzi pesanti, con una media di 20 transiti al giorno per tutta la settimana
    75.000 i chilometri percorsi complessivamente; due volte il giro della terra all’equatore!
    49 i transiti di mezzi eccezionali per il trasporto degli aerogeneratori. Questi verranno trasportati di notte per non ostacolare il traffico ordinario. Si stima siano necessarie 20 notti.
    Come vedete anche Pistoia è fortemente coinvolta.
    Gli abitanti lungo la Porrettana lo sanno?

    Non voglio dilungarmi molto ma vi segnalo qui alcune delle perplessità più importanti
    Per effettuare l’intervento devono essere modificati strumenti urbanistici (piano strutturale, piano classificazione acustica, ecc.)
    Non appare coerente la scelta del progetto con gli indirizzi territoriali, Infatti solo recentemente si è lavorato al riconoscimento dell’area come Sito di Interesse Comunitario (SIC) che presuppone un valorizzazione dell’habit ritenuto di pregio. La destinazione di tale porzione di territorio a fini industriali contraddice tale indirizzo.
    L’impianto proposto appare di modesta potenzialità. Costituito da 7 aereogeneratori (pale) con un’altezza complessiva di 100 m e una potenza di 850 kw ciascuna (perchè non da 2 MW?). Gli studi di ventosità fanno ipotizzare un funzionamento per circa 2500/2600 ore annue (al limite delle 2300 indicate dalla Regione al disotto dei quali non si autorizzano tali impianti) ai quali lo stesso progettista indica perdite per il 20%. Questo significa una produzione massima 15.000 MW/h di energia annua. detto Così appaiono tanti ma corrispondono al consumo di alcune migliaia di utenti.
    C’è poi da porsi la domanda, quindi, se sia stata effettuata un’adeguata valutazione costi/benefici al netto degli eventuali incentivi statali. In sostanza se la realizzazione dell’impianto risulta economicamente vantaggiosa, tenendo conto dell’intero costo ambientale e non solo delle spese effettivamente sostenute. Inoltre si dovrebbe tener conto dell’effettivo bilancio dei gas serra (CO2), considerando il gas non prodotto dal funzionamento senza impiego di combustibili fossili al netto di quello emesso per la realizzazione dell’impianto e non assorbito dagli alberi abbattuti e non rimpiantati.
    Il progetto individua in sito la possibilità di circa 21 piazzole. Quindi questo lascia presuppore che in tempi successivi vi sia l’intenzione di un ulteriore sviluppo dell’impianto. In sostanza si propone un progetto di minore impatto determinando una situazione di fatto da invocare in caso di implementazione.
    Sono previsti il taglio di 820 piante a fronte di un rimpianto a fine cantiere di 170. Tenete conto che la superficie complessivamente priva di alberi sarà di oltre 13.000 mq (quasi un ettaro e mezzo)
    Infine ma non di minore impostanza è la lcunosità e limitatezza dello studio sull’impatto che l’impianto avrà sulla Avifauna (uccelli). Non sono state eseguite accurate indagini ne sugli stanziali ne sui migratori.
    Mi fermo qui sperando di aver messo in evidenza gli aspetti essenziali di criticità del progetto. Quanto sopra esime da ogni valutazione personale sulla opportunità o meno di reaklizzare tale impianto, la qual cosa comporterebbe un’altra pagina di commenti.

    Ciò detto mi interessa sapere se vi è una condivisione sulle osservazioni e qualora sia condiviso è necessario muoversi trasmettendo all’ufficio VIA della Regione le osservazione. Chi riveste cariche istituzionali può di contempo valutare quanto il Comune di Pistoia abbia fatto, se ne ha consapevolezza, se e come intenda intervenire.
    Aspetto commenti
    Roberto Fossi

  4. Roberto

    Penso sia opportuno che sappiate che in questi giorni è partita la procedura di VIA per la realizzazione del Parco Eolico all’Acquerino. La documentazione è a disposizione del pubblico presso l’Ufficio VIA della Regione. Chiunque può esprimere osservazioni in merito.
    Alla conclusione del procedimanto verrà realizzato il progetto esecutivo sulla base di quanto emerso dalla procedura di VIA.

    L’opera non verrà realizzata solo se sarà ritenuta valida la sola “opzione zero”, ovvero l’inopportunità e inutilità dell’intervento.
    Diversamente, tra quanche anno (non molti penso) avremo in un area dichiarata recentemente Sito d’Interesse Comunitario, identificata come “invariante Urbanistica” nel piano strutturale del Comune di Sambuca, vecchio di poco più di due anni, 7 (sette) pali alti 100 m, sul crinale dell’Acquerino.

    Chi può agisca adesso o poi non si lamenti.

  5. franco matteoni

    in questo momento ho ricevuto un sms dal sindaco di Sambuca che avverte che oggi, come annunciato da avvisi riportati su Nazione e Resto del Carlino, nella biblioteca di Taviano viene presentato il progetto del parco eolico da realizzare sul crinale della Badia a Taona.
    Ho risposto con un sms dicendo che non mi sembra questo un modo serio per coinvolgere la cittadinanza e le associazioni su un progetto che introdurrà un vincolo pressoché permanente su quella parte tanto preziosa per ambiente, storia, e risorse naturali.

  6. mansueto

    Negli ultimi mesi sono emersi due temi:
    - il progetto di variante sulla statale 64
    - il progetto di un parco eolico sul crinale tra Sambuca e Pistoia
    Temi sui quali non mi pare si sia discusso a sufficienza.
    Vogliamo confrontarci apertamente?
    Mansueto.

  7. franco matteoni

    Invio una lettera di chiarimenti mandata al sindaco di Sambuca in merito al progetto di Impianto eolico sul crinale presso la Badia a Taona. Franco Matteoni
    Caro sindaco,
    essendo andato stamani negli uffici comunali per ritirare un documento, ho visto una lettera appesa lungo la scala interna, mi sembra datata 22 marzo 2010, con la quale si informano i cittadini che il Consiag di Prato ha presentato la Valutazione di Impatto ambientale del progetto dell’impianto eolico a Badia a Taona. La lettera che le Associazioni pistoiesi Circolo Legambiente e WWF hanno presentato lo scorso 30 ottobre per avere copia della documentazione di Progetto, ma non formalizzata con la presentazione del modello di richiesta della documentazione, conteneva anche la richiesta alle Amministrazioni comunale e provinciale di aprire una fase di approfondita informazione della cittadinanza sul progetto. A questa specifica e precisa richiesta non è stata data nessuna risposta, anzi l’avviso citato informa che eventuali ricorsi dovevano essere presentati entro 60 giorni dalla data dello stesso: tale termine è, pertanto, già ampiamente scaduto. Ora io ti chiedo se questo modo di procedere ti sembra rispettoso del diritto dei cittadini e delle loro associazioni, locali e non, a partecipare attivamente e consapevolmente a decisioni che impegneranno, e cambieranno, sostanzialmente i connotati di una parte importante e ricca di valori storici e naturalistici qual è quella della zona della Badia a Taona e della alta Valle della Limentrella. Ti chiedo, pertanto, di promuovere urgentemente pubbliche assemblee e dibattiti, ( quanto mai opportuni vista l’imminente stagione estiva), al fine di avviare, anche se in ritardo, quel processo partecipativo dei cittadini che il tuo programma di Candidato a Sindaco si impegnava ad attivare su argomenti e problemi di particolare interesse sociale, ambientale ed economico.
    Ringraziandoti invio i miei migliori saluti.
    Franco Matteoni

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